
Il 14 febbraio non è stata solo una giornata dedicata agli affetti, ma un momento di profonda riflessione collettiva. Come Associazione Universarte, siamo stati orgogliosi di sostenere l’iniziativa di ActionAid dedicata al contrasto dei matrimoni forzati e precoci, un tema che tocca da vicino le nostre comunità a Roma.
L’evento si è svolto nell’ambito del progetto europeo SAFE, un programma internazionale mirato a rafforzare la prevenzione e la protezione, promuovendo un cambiamento culturale attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità.
In qualità di collaboratore di ActionAid come esperto per la comunità indiana, ho avuto il compito di curare l’organizzazione dell’evento e la proiezione del documentario “A Suitable Girl” (2017), un’opera che esplora con coraggio le pressioni sociali legate al sistema dei matrimoni combinati.
Un Panel Internazionale: Voci dal Sud-Asia e dall’Italia
Il cuore dell’incontro è stato un dibattito, moderato da Silvia di ActionAid, che ha arricchito il confronto portando la prospettiva italiana. Il panel ha visto la partecipazione di rappresentanti di tre nazioni del Sud-Asia:
- India: Le preziose testimonianze generazionali di Parminder Kaur (la voce dell’esperienza) e Kirandeep Kaur (la prospettiva delle giovani donne).
- Pakistan: L’intervento di Riham, che ha portato la realtà e le sfide della comunità pakistana.
- Bangladesh: Il contributo di Farhana, portavoce della sensibilità e del contesto bengalese.
- Prospettiva Maschile: Sono intervenuto personalmente per offrire una riflessione dal punto di vista maschile, convinto che il cambiamento culturale debba essere un percorso condiviso e inclusivo.
Comunità e Convivialità
Il supporto di Universarte si è manifestato anche nella creazione di reti solidali. Grazie alla nostra collaborazione con la Shaheed Bhagat Singh Sabha (Associazione Culturale) Rome, abbiamo partecipato nel catering di cucina tradizionale indiana, trasformando il post-dibattito in un momento di autentica condivisione e amicizia.
Un ringraziamento speciale ad ActionAid per aver promosso questa iniziativa necessaria e a tutti coloro che hanno partecipato, rendendo concreto l’obiettivo del progetto SAFE: dare voce alle comunità per costruire un futuro di libertà.




