Sportello Progetto Jago

Lo Sportello Progetto Jago e un sportello di ascolto e orientamento verso i servizi per i cittadini di origini straniere sul territorio Italiano. lo sportello e presente sia attraverso mezzi telematici usando l’email della associazione e anche in presenza ogni prima domenica del mese al Tempio Sikh – Gurudwara Shri Guru Nanak Darbar Roma – situato in via Prenestina – Via di Valle Bagnata 20, Roma. gli orari del sportello sono dalle 1200-1400.

Ye Inquilab hai Sir! – Protesta dei agricoltori in India 2020

Ero in Delhi nel giorno quando gli agricoltori dal Punjab sono arrivati al confine della città di Delhi, dopo avere scavalcato tante barriere messe sulla strada dal governo del stato di Haryana. Questo video di 10 minuti circa illustra il mio reportage e punto di vista di un attore, un cantante un agricoltore e un studente universitario.

Progetto Jago: Conoscere la cultura Italiana attraverso corsi di lingua e formazione ai diritti

Il progetto nasce per dare risposta alle esigenze di inclusione e di partecipazione sociale dei migranti. La non conoscenza della lingua italiana è stata individuata come una delle cause principali di questa situazione. Non conoscendo la lingua italiana i migranti non riescono ad accedere ai servizi offerti dal Comune o dal SSN e i genitori non riescono a parlare con gli insegnanti a scuola. La parola JAGO in punjabi significa “SVEGLIA”, a sottolineare la necessità per le comunità migranti di prendere coscienza dei propri diritti e di dotarsi di strumenti di integrazione con il resto della comunità civica nonché di conoscenza e di affermazione della propria identità e dei propri diritti.

Occhio invisibile vidoeDoc con HiryaLab

Associazione Universarte collabora con Hirya Lab e con il Liceo Classico Pilo Albetelli di Roma ad un progetto di educazione civica e storica finanziato dal Ministero per i beni ed le attività culturali (Mibac) e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Occhio Invisibile – Videodoc from Hirya Lab on Vimeo.

Educazione civica e storica

Associazione Universarte collabora con Hirya Lab e con il Liceo Classico Pilo Albetelli di Roma ad un progetto di educazione civica e storica finanziato dal Ministero per i beni ed le attività culturali (Mibac) e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).

Art Bridge

In un mondo dove ogni elemento si muove, migra da una parte all’altra, dai semi delle piante agli uccelli, dalle correnti del mare fino ai ghiacciai delle montagne più alte. Le persone, i pensieri e le culture sono in perenne movimento e mutamento, si spostano nella ricerca di territori più accoglienti, di spazi fisici e mentali più ampi. Tutto è in movimento continuo, possiamo pensare di dare il nome che vogliamo a questo fenomeno di ricerca, ma siamo tutti da sempre in viaggio. Art Bridge parla di arte e di immigrazione, parla di come l’esperienza artistica, possa essere il luogo in cui le identità culturali degli immigrati e degli italiani trovano uno spazio di confronto e di scambio. Oggi, il cosiddetto “straniero” arriva in Europa “spaesato”, deve apprendere lingue nuove, usi costumi e modalità di relazione molto differenti da quelle utilizzate nel paese di provenienza; per prima cosa, istintivamente, cercherà uno spazio dove sentirsi, almeno in parte, a casa propria, uno spazio dove semplicemente si possa mangiare insieme, ballare, cantare le proprie canzoni, ascoltare quelle degli altri, fare musica, in sintesi un luogo d’arte. Il documentario ci porterà proprio in questi spazi, dove l’arte diviene il veicolo principale e di eccellenza per un dialogo multiculturale attivo e realmente possibile. Protagonisti Saranno 5 i protagonisti che ci condurranno in questa viaggio: “Il Coro multietnico Quintaumentata” del Maestro Attilio Di Sanza, con Roxana Florina Ene, anni 24, arrivata da piccola in Italia dalla Romania e subito entrata a far parte del coro multietnico ‘Se…sta voce’ e Quintaumentata del Maestro Attilio di Sanza nel quartiere romano di Casilino 23 (Centocelle); La compagnia di ballo “Apsaras Bollywood Dance” Associazione Anima Indiana con la ballerina Israt Jahan, anni 23, originaria del Bangladesh, arrivata in Italia a 6 anni, Israt fa parte di una compagnia di danza indiana che si esibisce in Italia ed Europa, la Apsaras Bollywood Dance (Associazione Anima Indiana), fondata dalla danzatrice italiana Valentina Manduchi; Tiffany Zou, che ci rivelerà la storia di Roxana e di Israt; Tiffany anni 19  attrice, anche lei immigrata in Italia da bambina, già protagonista televisiva  nella sitcom “Maggie and Bianca fashion friends”, ed è in procinto di recitare nel suo primo lungometraggio cinematografico; il cinema rivela la realtà anche attraverso una ragazza di seconda generazione che si appresta ad entrare nel suo mondo. Attraverso i protagonisti, difficilmente definibili di prima o di seconda generazione, scopriremo, l’azione dell’arte come ponte tra culture e identità. Esploreremo, attraverso la partecipazione a più attività artistiche, tutto ciò che si attiva parallelamente, cioè l’integrazione umana ed i complessi processi di socializzazione interculturale di cui l’immigrato finalmente è il protagonista. Non sarà una rappresentazione dell’immigrato fatta da altri (dagli italiani, in particolare), ma sarà il più possibile una auto-rappresentazione fatta dagli stessi immigrati protagonisti, e che sarà mediata dai registi Paola Morini e Harvinder Singh il cui viaggio è in parte simile a quello delle protagoniste. Coprotagonisti : Valentina Manduchi, Ram Money, Mardin Nazad, Paola Morini, Attilio di Sanza, Coro Quinta Aumentata, Franco Pietropaoli, Luisa Del Grosso, Giulia Soldati, Federica Loreti, William Romani, Sorina Ene, Ionel Ene Sito dedicato del progetto

Codici d’Amore al Festival del Cinema di Venezia

E se i “Comizi d’amore” Pasoliniani fossero rivolti ai migranti, ai nuovi italiani? Se si indagasse sui diversi modi di concepire l’amore, l’affetto coniugale, il partner ideale a seconda della cultura dalla quale si proviene e che ci si porta dentro, anche dopo esser diventati italiani a tutti gli effetti? Questo documentario prova a rispondere a questi punti interrogativi.

Amore in città

Una sera a cena a San Lorenzo, Roma, ci siamo imbattuti nella difficoltà di definire l’amore e l’innamoramento.

Il nostro amico indiano Chandra ci parlava di una concezione dell’amore così diversa dalla nostra da porre in questione la stessa possibilità di un’idea condivisa.

Tomato Blues Contesto

‘Tomato blues’ è un progetto multimediale che affronta il tema dello sfruttamento del lavoro bracciantile dei migranti nelle campagne del sud dell’Italia.
Si compone di tre distinte iniziative: