Le Processioni Romane

Le Processioni Romane

Serie Televisiva Culturale
Concept: Harvinder Singh  Autori: Harvinder Singh – Saverio Paoletta  – Paola Morini

  • Format per una trasmissione televisiva.
  • 10 trasmissioni di 26 minuti ognuna.
  • Ogni puntata è dedicata ad una festività religiosa di una comunità d’immigrati a Roma.
  • Ogni puntata può essere seguita da un approfondimento in studio di altri 26 minuti, con ospiti della comunità immigrata e della Chiesa cattolica.

Processioni Romane è un format televisivo che esplora le diverse confessioni religiose presenti nella città di Roma, seguendo le feste religiose delle diverse comunità immigrate.

Ogni puntata di 26 minuti sarà dedicata ad una diversa festa religiosa, di cui seguiremo lo svolgersi, e di cui capiremo i riti.

La capitale del Cristianesimo si mostra capace di accogliere e di far dialogare fra loro i diversi modi in cui il divino si rivela, in uno spirito ecumenico di rispetto reciproco.

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Harvinder Singh

Ci condurrà in questo viaggio Harvinder Singh, un indiano di cultura sikh che vive a Roma da 15 anni, e che di questa città si è innamorato per la sua apertura e per il suo cosmopolitismo.

La religione Sikh nasce nel XV secolo nel Punjab, una regione oggi divisa fra il Pakistan mussulmano e l’India prevalentemente induista. Proprio per la natura di confine del territorio di origine, il Sikhismo è frutto di un sincretismo culturale fra le due religioni; lo stesso sincretismo che vivono tanti immigrati in Italia.

È stata la voglia di conoscere nuovi mondi che ha spinto Harvinder a trasferirsi a Roma; la stessa voglia che gli ha permesso di assimilare il modo di vivere italiano, e non solo… egli sente vicino a sé anche la spiritualità cristiana, in quanto forma universale di aspirazione al divino. In presenza di una manifestazione di fede sincera e profonda come una processione cristiana, si commuove.

E se provassimo anche noi ad esplorare le altre fedi attraverso le loro ‘processioni’?  Perché non farci trasportare dalle immagini colorate e festose, dalle voci dei fedeli e dalle spiegazioni dei sacerdoti intervistati?

Ed eccoci nelle strade della città, a seguire la festa della Dea Durga del Bangladesh  in via dell’Acqua Bullicante, oppure la festa della fondazione dei Sikh a Piazza Vittorio, o ancora le processioni dei Santi Peruviani in Piazza della Repubblica,  e via dicendo: ogni puntata ci porterà in un angolo diverso del mondo… ossia in una diversa strada della città di Roma.

Alla puntata dedicata alla festa in strada, potrà seguire una parte in studio di altri 26 minuti con ospiti della comunità immigrata e rappresentanti della Chiesa Cattolica.

Puntata zero: la processione dei Sikh a Piazza Vittorio

La processione dei sikh a Piazza Vittorio comincia con le preghiere e i canti religiosi. Il parco diventa un Gurudwara temporaneo, ossia una porta del Guru aperta a tutti: i canti e i profumi del Punjab invadono la piazza.

Da una parte della piazza si canta e si prega; dall’altra, a tutti coloro che si siedono sul pavimento coperto di tappeti, vengono offerte pietanze tipiche del Punjab, cucinate sul posto in una grande cucina da campo. Fedeli volenterosi servono il cibo e il tè a chiunque lo chieda.

Dopo i canti e la colazione offerta dalla comunità sikh, comincia la processione, con in testa il libro sacro, il Guru Granth Sahib, che viene posto su un veicolo aperto decorato e accompagnato dai fedeli.

Alcuni fedeli precedono il veicolo con il libro sacro, spazzando la strada e purificando il percorso del Libro con petali di fiori ed essenza di rose.

Altri fedeli distribuiscono succhi di frutta fresca, secca e noci: sono doni del Guru per tutti.

La processione fa diverse tappe lungo il cammino, in cui dei guerrieri ballerini, vestiti in abiti tradizionali e muniti di sciabole, fanno dimostrazione delle arti marziali sikh denominata gatka.

Durante la puntata le immagini della festa verranno alternate con le interviste ad alcuni rappresentati della comunità, gli officianti il rito, che spiegano il significato della festa e i principi alla base della religione; nonché con i commenti dei fedeli e degli stupefatti cittadini romani che capitano nelle strade dell’Esquilino.

La processione, seguita da una partecipe folla colorata, dopo aver percorso le strade dell’Esquilino, torna a piazza Vittorio, per concludere la festa e darsi appuntamento per l’anno seguente.