Art Bridge

In un mondo dove ogni elemento si muove, migra da una parte all’altra, dai semi delle piante agli uccelli, dalle correnti del mare fino ai ghiacciai delle montagne più alte.

Le persone, i pensieri e le culture sono in perenne movimento e mutamento, si spostano nella ricerca di territori più accoglienti, di spazi fisici e mentali più ampi. Tutto è in movimento continuo, possiamo pensare di dare il nome che vogliamo a questo fenomeno di ricerca, ma siamo tutti da sempre in viaggio.

Art Bridge parla di arte e di immigrazione, parla di come l’esperienza artistica, possa essere il luogo in cui le identità culturali degli immigrati e degli italiani trovano uno spazio di confronto e di scambio.

Oggi, il cosiddetto “straniero” arriva in Europa “spaesato”, deve apprendere lingue nuove, usi costumi e modalità di relazione molto differenti da quelle utilizzate nel paese di provenienza; per prima cosa, istintivamente, cercherà uno spazio dove sentirsi, almeno in parte, a casa propria, uno spazio dove semplicemente si possa mangiare insieme, ballare, cantare le proprie canzoni, ascoltare quelle degli altri, fare musica, in sintesi un luogo d’arte. Il documentario ci porterà proprio in questi spazi, dove l’arte diviene il veicolo principale e di eccellenza per un dialogo multiculturale attivo e realmente possibile.

Protagonisti

Saranno 5 i protagonisti che ci condurranno in questa viaggio:

“Il Coro multietnico Quintaumentata” del Maestro Attilio Di Sanza, con Roxana Florina Ene, anni 24, arrivata da piccola in Italia dalla Romania e subito entrata a far parte del coro multietnico ‘Se…sta voce’ e Quintaumentata del Maestro Attilio di Sanza nel quartiere romano di Casilino 23 (Centocelle);

La compagnia di ballo “Apsaras Bollywood Dance” Associazione Anima Indiana con la ballerina Israt Jahan, anni 23, originaria del Bangladesh, arrivata in Italia a 6 anni, Israt fa parte di una compagnia di danza indiana che si esibisce in Italia ed Europa, la Apsaras Bollywood Dance (Associazione Anima Indiana), fondata dalla danzatrice italiana Valentina Manduchi;

Tiffany Zou, che ci rivelerà la storia di Roxana e di Israt; Tiffany anni 19  attrice, anche lei immigrata in Italia da bambina, già protagonista televisiva  nella sitcom “Maggie and Bianca fashion friends”, ed è in procinto di recitare nel suo primo lungometraggio cinematografico; il cinema rivela la realtà anche attraverso una ragazza di seconda generazione che si appresta ad entrare nel suo mondo.

Attraverso i protagonisti, difficilmente definibili di prima o di seconda generazione, scopriremo, l’azione dell’arte come ponte tra culture e identità. Esploreremo, attraverso la partecipazione a più attività artistiche, tutto ciò che si attiva parallelamente, cioè l’integrazione umana ed i complessi processi di socializzazione interculturale di cui l’immigrato finalmente è il protagonista. Non sarà una rappresentazione dell’immigrato fatta da altri (dagli italiani, in particolare), ma sarà il più possibile una auto-rappresentazione fatta dagli stessi immigrati protagonisti, e che sarà mediata dai registi Paola Morini e Harvinder Singh il cui viaggio è in parte simile a quello delle protagoniste.

Coprotagonisti : Valentina Manduchi, Ram Money, Mardin Nazad, Paola Morini, Attilio di Sanza, Coro Quinta Aumentata, Franco Pietropaoli, Luisa Del Grosso, Giulia Soldati, Federica Loreti, William Romani, Sorina Ene, Ionel Ene

Sito dedicato del progetto


Codici d'Amore al Festival del Cinema di Venezia

Vincitore del Bando MigrArti del MIBACT 2017
E se i “Comizi d’amore” Pasoliniani fossero rivolti ai migranti, ai nuovi italiani? Se si indagasse sui diversi modi di concepire l’amore, l’affetto coniugale, il partner ideale a seconda della cultura dalla quale si proviene e che ci si porta dentro, anche dopo esser diventati italiani a tutti gli effetti? Questo documentario prova a rispondere a questi punti interrogativi.


Amore in città

Una sera a cena a San Lorenzo, Roma, ci siamo imbattuti nella difficoltà di definire l’amore e l’innamoramento.

Il nostro amico indiano Chandra ci parlava di una concezione dell’amore così diversa dalla nostra da porre in questione la stessa possibilità di un’idea condivisa.

Questo è tanto più vero in una città cosmopolita come Roma.Leggere di più


Tomato blues

‘Tomato blues’ è un progetto multimediale che affronta il tema dello sfruttamento del lavoro bracciantile dei migranti nelle campagne del sud dell’Italia.
Si compone di tre distinte iniziative:

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Il cambiamento della III F

Documentario 26 minuti. Regia. 2011
Documentario sulla percezione delle differenze e sull’idea di integrazione in una scuola media romana con un alto tasso di alunni di origine straniera. Trasmesso da Rai Tre nell’agosto del 2011. Trasmesso su Rai Scuola per svariate volte durante il 2011 e il 2012.

Alunni: Andreoli Federico, Barrientos Rechelle, Buldrini Lidia, Bussoletti Panizio Maria Victoria, Capezzali Caterina, Chiarle Francesco, Ciobanu Lucia, D’ambrosa Chiara, D’arcangelis Flaminia, De Leo Francesca Romana, Devoto Alessio, Donati Domiziana, Hernandez Sheryl, Kirillawalage Amanda, La Torre Michele, Marseguerra Andrea, Martinez Juven, Oliverio Tommaso, Persico Antonio, Resti Sofia, Sanelli Giorgia, Sprizzi Gabriele, Taflan Georgiana, Wijesiriwardana Dylan Insegnanti: Barbara Pecci (Lettere), Carla Castellano (Matematica E Scienze), Costanza Biascioli (Lingua Inglese), Federica Malvica (Arte E Immagine).

Ha condotto il laboratorio: Rossella Brodetti (MCE)
Hanno curato la regia e la realizzazione del video: Kapil Harvinder Singh, Saverio Paoletta.


Tan Kosh

The plains of Agro Pontino are overwhelmed by the phenomenon of mass immigration from Punjab, India. Numerically, the phenomenon is largely underestimated, as most of the immigrants live here illegally (without living and working permit). The presence of Sikh/Punjabi immigrants is quite apparent when one takes a tour of the area between Aprilia and Sabaudia. Many summer resorts have turned into Sikh/Punjabi colonies in all respects. In the province of Latina only, there are an estimated 30,000 Sikh/Punjabi, most of them without a permit to stay.

The journey of a Sikh/Punjabi immigrant mostly starts from a middle class family. The immigrant’s family invests a major part of their savings for the journey of the chosen son (pyara), in the hope that he’ll make a fortune in the West. It is a terrible mistake they are going to regret and that can cost their favourite son his life. The money ends up in the pockets of greedy Italian landowners, who aren’t truly interested in having more employees, and of cynical Sikh smugglers. Once in Italy, the immigrants are sucked in a spiral of illegality and slavery, kept under threat because of their illegal status (without a permit to stay and work), and the debt of the loan taken from the local money lender.

Most of the immigrants somatise the slavery in which they have fallen. Many loose 20-30 kilos in a few months, others get depressed and think of suicide as the only way out, almost everyone curse their decision of going to the West. Going back to the homeland is difficult: lack of money and being illegal are major hurdles, but even more so is the feeling of pride and shame towards their families. For this reason Sikhs and Punjabis hold on, hoping the day will come when they’ll have their papers, so that they can visit their families and possibly bring them to the West. So far, just a regular story of migration, you may say. However, when numbers become names, when passions and suffering become real and tangible, the usual story transfigures into a modern Odyssey.

The Odyssey of the Sikh/Punjabi immigrant will be told in 5 chapters: the departure the arrival in Italy the slavery the struggle to obtain papers the return to the homeland Each chapter will have a different protagonist, who with his narrative and situation will exemplify the various stages in the typical journey of the Punjabi immigrant. At the same time, there will be supporting characters to give a fuller picture of the phenomenon, including the profound mystic dimension present in all the immigrants.

In fact the Punjabi/Sikh culture is permeated by a profound spirituality which seeks to create harmony between different religions and ways of thinking. The sacred pervades the green fields of Agro Pontino, it walks with the gurus who travel along the roads of the plain, it resonates in the chants of the gurus teaching transcendence. Maybe, a new Italy is being born, and we are witnessing in awe.

Winner of the La Stampa Digital Media

Si aggiudica il primo premio della giuria tecnica per la qualità giornalistica a tutto tondo il video «Tan Kosh» dedicato alla difficile vita della comunità Sikh nell’agropontino, un documentario collettivo che porta la firma di Saverio Paoletta, ma anche di Harvinder Singh (Sikh trapiantato in Italia) e Giordano Coss

Source La Stampa


Ricami nel Vento - Spettacolo teatrale e musicale

Compagnia: “Le Tessitrici”

Le arti si incontrano..

L’arte non ha una sola direzione, le diverse forme non prendono strade separate…si uniscono…Ed è a questo punto che teatro, musica, pittura si incontrano e si fondono insieme…Ognuno affronta il proprio percorso consapevole della propria individualità. Ma non è solo! L’arte ci conduce attraverso un cammino collettivo, universale che ci fa comprendere che siamo parte di un Tutto…

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